Geografia del Cile

Geografia del Cile

Il Cile si distingue per un territorio geograficamente singolare, caratterizzato da conformazioni, caratteristiche orografiche e origini poco comuni. La sua fisiografia è complessa e sfaccettata, notevolmente influenzata dalle variazioni latitudinali. Le coste del paese presentano un aspetto frammentato, con zone localmente basse e sabbiose, ma generalmente caratterizzate da alte scogliere e spiagge sabbiose limitate, associate alle foci dei fiumi provenienti dagli altipiani centrali.

Alcune eccezioni includono le vaste fasce costiere dell’estremo nord, dove si trovano Pampa Colorada e Pampa de Chaca, e la zona centrale vicino a Santiago, dove emergono Viña del Mar e Val Paraiso. Queste ultime regioni vantano ampie distese sabbiose costiere, separate dall’entroterra da aree collinari che si collegano agli altipiani centrali.

Subito oltre le coste, si estende una vasta fascia di altipiani, dove sorgono i principali centri abitati e si concentrano le principali attività agricole e industriali del paese. Questi altopiani si estendono dal confine nord con il Perù fino al Golfo Almirante Montt nel settore centro-meridionale, dove l’aspetto geografico subisce un’imponente trasformazione: le catene montuose delle Cordigliere interne si spingono fino al mare, dando origine al caratteristico paesaggio costiero con fiordi, che definisce la Patagonia cilena.

Proseguendo verso est, la morfologia cilena è dominata dai rilievi delle Cordigliere andine, che raggiungono quote superiori a 3000 metri. Queste catene montuose sono disposte parallelamente e racchiudono al loro interno importanti altipiani e depressioni saline di alta quota, conosciute come “salar,” dove si trovano specchi di acque salmastre e maestosi vulcani, molti dei quali attivi, che costituiscono il nucleo interno dei rilievi andini.

Scendendo verso sud, la geografia del paese cambia notevolmente, e gli ambienti sono influenzati da vaste coltri glaciali, come nel caso del Campo de Hielo de San Valentin nel Parque Nacional Laguna San Rafael e del Campo de Hielo Sur nel Parque Nacional Bernardo O’Higgins. Ancora più a sud, il paesaggio subisce un’altra trasformazione, con rilievi frastagliati e una miriade di fiordi che si addentrano per chilometri nell’entroterra, congiungendosi a lagune interne, testimonianza di antichi ghiacciai.

L’ultimo lembo di terra continentale sudamericana è la Peninsula de Brunswick, affacciata sullo Stretto di Magellano, che separa il continente dalle isole della Terra del Fuoco. Queste isole sono in gran parte occupate dai rilievi della Cordigliera Darwin e chiuse a sud dal Canale Beagle. Le terre emerse più a sud sono costituite da isole e isolotti, che giungono fino al gruppo di isole Wollaston, dove sull’isola Hornos si trova l’omonimo Capo, l’ultimo lembo di terra emersa prima dell’Antartide.

La geografia del Cile: da Nord a Sud

Il Nord del Cile è caratterizzato dal vasto deserto arido di Atacama, mentre il Centro del paese ospita le principali attività produttive, con una particolare rilevanza della produzione vitivinicola; il Sud del Cile è il regno dei grandi ghiacciai e dei profondi fiordi che si estendono nell’interno per chilometri, unendosi ai laghi glaciali che costeggiano le ampie calotte interne. La forma bizzarra del territorio cileno si estende per oltre 4000 km di lunghezza, ma la sua larghezza media è di soli 250 km. Le coste, pur essendo estese per chilometri, offrono limitate opportunità turistiche in termini di spiagge utilizzabili. La regione vicino a La Serena è rinomata per la straordinaria visibilità del cielo notturno, motivo per cui ospita numerosi osservatori astronomici.

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